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sede_pd-6-755x515Non vanno considerati solo i 550.000 cittadini italiani che hanno deciso di devolvere il 2×1000 al Pd, considererei anche gli altri, coloro i quali li hanno devoluti agli altri partiti. Sono questi cittadini che hanno mandato un messaggio chiaro di sostegno alla svolta impressa dai partiti politici per quanto riguarda il loro finanziamento. A questi cittadini i partiti che si finanziano sulla base del coinvolgimento diretto dei contribuenti piace e il loro consenso apre a nuove responsabilità perché come è venuto così può sparire. Va conservato e forse manutenuto con attenzione e sensibilità. E’ una pianta giovane.

Avere responsabilità significa da subito decidere di impegnare una parte di questi soldi in una meticolosa ed esaustiva rendicontazione non solo relativa al modo in cui questi soldi sono stati impegnati ma relativa al complesso dei comportamenti economici e finanziari. Questi 550.000 italiani vanno coccolati perché hanno dato in forma anonima e senza alcuna contropartita. E’ importante che la funzione di Francesco Bonifazi diventi proattiva, non solo tesoriere ma vero e proprio fund raiser.

Questo modo di far politica sarà certamente al guinzaglio di qualcuno ma non saranno i ricchi come paventa Pier Luigi Bersani ma i cittadini in quanto tali. Il partito di iscritti ed elettori non può che essere un partito public company i cui azionisti sono appunto gli iscritti e gli elettori che sono contribuenti.

In tutte le democrazie raccogliere fondi, nel nostro caso le devoluzioni fiscali, è il primo metro di giudizio e di verifica della popolarità e del consenso. Volete che esistiamo? Ci date fiducia? Sosteneteci. E per raccogliere fiducia bisogna avere fiducia in se stessi.

Il Pd, a tutti i livelli, dai circoli ai gruppi parlamentari, si deve proporre senza sensi di colpa, superando l’idea che chi dice che tutti i politici sono uguali e che tutti ne approfittano abbia ragione. Si tratta di formare una generazione di persone attive nella politica orgogliose di esserlo. E si tratta di dar loro in mano gli strumenti e le buone ragioni per fidarsi del proprio partito. E per far questo la trasparenza e un impegno serio sulla verificabilità dei comportamenti a tutti i livelli è cruciale. Non si tratta di superiorità morale ma di uno stile di vita che cambia solo lenti e non la montatura.

Articolo del 5/9/2015 di Mario Rodriguez tratto da unità.tv

Leggi anche l’articolo di Mario Lavia: Quei 549.196 liberi di finanziare il PD

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Luglio 7th, 2015 | Posted by Boris Diotalevi in Notizie Nazionali - (0 Comments)

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 #contenellacittaditutti

 

ringrazia

PrintIllustrare il programma elettorale e condividerlo con la cittadinanza. Per questo il Partito Democratico Marche, in vista delle elezioni del 31 maggio, organizza per domenica 10 maggio una convention programmatica, a cui parteciperanno il Ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, il candidato Presidente del centrosinistra, Luca Ceriscioli ed il Segretario regionale del Partito Democratico Marche, Francesco Comi.

 

L’appuntamento è ad Abbadia di Fiastra, presso Tolentino (MC) e si svolgerà dalle 15.00 alle 17.00. Due ore in cui verranno esposti diversi temi, tra cui ambiente e agricoltura, Macroregione Adriatico-Ionica e fondi europei, integrazione e servizi sociali, lavoro e rilancio economico, sanità, enti locali, cultura a turismo. Uno spazio di condivisione, quindi, per entrare nel merito delle proposte programmatiche e del contributo che il Partito Democratico intende avanzare per il futuro governo della regione Marche.

logo mangialardi 3cmIl Partito Democratico lancia la campagna elettorale e giovedì 16 Aprile alle ore 12.00 presso i Giardini Catalani presenterà ufficialmente agli elettori i candidati della lista che sosterrà Maurizio Mangialardi alle amministrative del 31 maggio.

Degli attuali consiglieri comunali uscenti hanno deciso di tentare il bis il capogruppo Ilaria Ramazzotti, la segretaria del partito Elisabetta Allegrezza, Margherita Angeletti, Simonetta Bucari, Vania Bucci, Enrico Quagliarini, Mauro Gregorini, Simeone Sardella e Maurizio Salustri. In lista ci sarà anche Gennaro Campanile, assessore uscente, e per altro unico esponente del Pd dell’attuale giunta che si ripresenta al voto. Hanno infatti deciso di non ricandidarsi oltre a Fabrizio Volpini, anche gli assessori Stefano Schiavoni e Paola Curzi.

Tra le new entry ci saranno Luana Pedroni, il medico Fabrizio Bufarini, l’attore e regista Mauro Pierfederici, Valentina Medici, Sandro Urbinati, Giuseppe Maddaloni della Cna, Chantal Bomprezzi e Marco Pettinari, già membri dei Giovani Democratici, Valentina Biscaccianti, Ludovica Giuliani, Laura Lanari, Luca Santarelli e Simona Romagnoli. Entrato nella lista del Pd anche Dario Romano, consigliere comunale uscente, eletto nella lista di Vivi Senigallia.

C'e' Ceriscioli – 7 febbraio ore 17.30 San Rocco, Senigallia

Febbraio 4th, 2015 | Posted by Micol Mattei in Notizie Nazionali - (Commenti disabilitati su C'e' Ceriscioli – 7 febbraio ore 17.30 San Rocco, Senigallia)

Ceriscioli 1Sabato 7 febbraio alle ore 17.30 presso mypharmacyexpert.com l’Auditorium San Rocco di Senigallia, Luca Ceriscioli presenta la propria candidatura alle primarie regionali 2015. Ceriscioli, che è stato uno dei primi cittadini più giovani ed amati d’Italia secondo la classifica del Sole 24 ore, incontra tutti i cittadini per presentare le “Marche di domani”. Un progetto ambizioso che parte dalla valorizzazione e dall’ascolto di Comuni e territori, fino ad arrivare ad un profondo rinnovamento, che segni un cambio di passo nelle politiche socio-economiche, accelerando quel processo di risanamento dell’economia marchigiana e che restituisca finalmente fiducia ai cittadini.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

 

Comitato Ceriscioli Presidente Senigallia

RIdisegniamo Senigallia

Febbraio 2nd, 2015 | Posted by Micol Mattei in Notizie Nazionali - (Commenti disabilitati su RIdisegniamo Senigallia)

Ridisegnamo SenigalliaCare/i iscritte/i,

In questo importante momento politico vorrei invitarvi tutti a questa iniziativa:

“RIDISEGNAMO SENIGALLIA”, così ho voluto dare titolo all’incontro, parlerà non solo di come la nostra bella cittadina si evolverà nei prossimi anni, ma cercherà di dare risposte anche a problemi che ci toccano in prima persona. Proveremo a dare risposta a molti interrogativi come ad esempio il Fosso della Giustizia o la viabilità del Cesano.

Perciò vi aspetto numerosi venerdì 6 gennaio alle ore 18.30 presso la sede del PD IV Circolo di via Cherubini 4.

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Boris Diotalevi

Segretario IV Circolo PD Senigallia

Comitati Dossetti per la difesa della Costituzione

Dicembre 28th, 2014 | Posted by Micol Mattei in Notizie Nazionali - (Commenti disabilitati su Comitati Dossetti per la difesa della Costituzione)

Cari iscritti,

vi trasmetto in allegato l’appello dei Comitati Dossetti, inviatoci dal Prof. Bugatti.

Il prof. Bugatti è stato, insieme al prof. Enrico Moroni, promotore del Comitato Dossetti per la difesa della Costituzione di Senigallia, comitato che lo stesso Dossetti definì “Comitato n.1” perché fu il primo a rispondere al suo appello.

“Oggi i Comitati Dossetti per la Costituzione lanciano al PD un grido di vivissimo allarme per le modalità, che appaiono  di fatto non prive di forzature autoritarie, attraverso cui sta procedendo e viene presentata all’opinione pubblica la revisione della Costituzione.”

Sperando che possa essere per tutti voi un importante argomento di riflessione, auguro a tutti una buona estate.

Micol

SALVARE IL PRESTIGIO DELLA COSTITUZIONE

I Comitati Dossetti per la Costituzione lanciano un grido di vivissimo allarme per le modalità non prive di forzature autoritarie attraverso cui sta procedendo e viene presentata all’opinione pubblica la revisione della Costituzione. Non basta che non ci siano intenzioni autoritarie nei riformatori, né nella nuova Costituzione stessa, se sono autoritarie le forme in cui essa viene progettata e “portata a casa”, come si dice con orribile senso di appropriazione, dagli esponenti del governo. La Costituzione repubblicana gode di un altissimo prestigio presso i cittadini, non solo per i suoi contenuti, ma anche per il modo in cui essa è stata pensata, discussa e consegnata al Paese. Il rischio è che oggi una riforma, anche eventualmente ben fatta, per le modalità e i linguaggi che la configurano, possa far perdere alla Costituzione il suo prestigio, e farla cadere dal cuore degli italiani. Rischio tanto maggiore in quanto l’obiezione sollevata dalla Corte Costituzionale sulla illegittimità del modo in cui gli attuali parlamentari sono stati eletti, potrebbe tradursi in una percezione popolare dell’illegittimità dell’intera Costituzione, quale da loro modificata e riscritta.   Occorre anche tener conto del fatto che si sta rifacendo la Costituzione in un momento di crisi del Paese e di altissimo lutto nella situazione internazionale per l’ecatombe di Gaza e l’abbattimento dell’aereo passeggeri in Ucraina, ciò che richiama a quanto è in gioco nel rapporto tra istituzioni e vita reale e dovrebbe indurre a maneggiare la materia con estrema delicatezza, gravità e misura.

I Comitati Dossetti per la Costituzione sono altrettanto allarmati per possibili esiti incontrollati e imprevisti della revisione in corso, quali sono fatti balenare dai suoi promotori col riferimento a una ulteriore fase di passaggio al presidenzialismo.

Essi pertanto rivolgono un pressante appello al Partito Democratico perché tenga alta la guardia e nell’operazione politica in atto ripristini e salvaguardi la normalità democratica.  Giuseppe Dossetti aveva impegnato i Comitati da lui fondati a promuovere la Costituzione senza alcuna preferenza di partito; i Comitati ritengono oggi però di doversi rivolgere principalmente al Partito Democratico perché temono che la democrazia costituzionale potrebbe essere travolta nel nostro Paese se le venisse meno la garanzia, la difesa e il rispetto che finora le sono venuti dalle forze che fanno riferimento al PD e alla sua tradizione. Certamente non si può negare al governo espresso dal PD il diritto all’iniziativa legislativa anche in materia costituzionale, ma nel sistema democratico italiano è escluso che il governo possa fungere da padrone della Costituzione, delle due Camere, dei tempi e dei modi delle relative riforme, fino a fare del “delendo Senato” un trofeo al quale consacrare lavori forzati diurni e notturni feriali e festivi.

Nel merito, la scelta del monocameralismo è una scelta legittima, se in esso vengono assorbiti e potenziati i beni pubblici che la cultura politica e i costituenti vedevano meglio promossi dal sistema delle due Camere, come pure è configurabile un bicameralismo imperfetto, in cui un Senato non più vincolato al compito di conferire la fiducia al governo, possa accrescere le sue competenze di alta legislazione, e avere compiti di raccordo  tra i poteri e di garanzia delle libertà e dei diritti, in una maggiore indipendenza dall’esecutivo e mantenendo la propria legittimazione popolare. Quello che non è possibile è un compromesso al ribasso rispetto al vecchio Senato, che ne faccia una vetrina di notabili locali nominati dall’apparato, impediti dalla dislocazione romana a fare il lavoro per cui sono pagati e membri di un consesso non corrispondente a nessuno dei modelli di Senato finora conosciuti e sperimentati.

I Comitati Dossetti prendono atto della stretta connessione stabilita tra la riforma della Costituzione e quella della legge elettorale, che già non contempla l’elezione del Senato, il che costringe a un giudizio unitario sul sistema che ne risulterebbe. Questo giudizio – già espresso peraltro quando l’“Italicum” fu approvato alla Camera – è che tale sistema sacrifica il pluralismo, al potere. In questo senso va a ritroso rispetto a tutto il corso storico delle conquiste democratiche. La legge elettorale, che lo stesso autore del primo “Porcellum” considera un “Porcellum” aggravato (o “porcellissimo”), va quindi assolutamente modificata, e considerarla intoccabile è sicuramente lesivo della democrazia. Attribuire ai partiti il potere di nominare gli eletti, invece che proporne le candidature al popolo, significa fare dei partiti degli organi dello Stato e  pertanto saltare ogni mediazione di carattere rappresentativo tra società e istituzioni. È assolutamente necessario poi abolire gli sbarramenti all’ingresso di vecchie e nuove forze politiche in Parlamento, perché la politica non deve consumarsi per cooptazione fino all’esaurimento dell’esistente, ma deve trovare alimento e speranza nel non ancora esperito e nel nuovo. La soglia d’ingresso, per coalizzati e non coalizzati, deve essere al minimo fisiologico necessario al funzionamento del sistema elettorale e il premio di maggioranza può, anch’esso in limiti fisiologici, favorire la governabilità, ma non può cambiare le carte in tavola, trasformando minoranze in maggioranze assolutamente non suffragate dal voto popolare.

Molto più urgente del resto, a giudizio dei Comitati Dossetti per la Costituzione, proprio ai fini della “governabilità”, ma anche della salute politica del Paese, sarebbe rivitalizzare, rendere trasparenti, democratizzare i partiti, perché senza partiti non c’è né ricostruzione della politica, fin troppo demolita fin qui, né efficacia di governo né democrazia partecipata. Sarebbe opportuna pertanto un’inversione delle priorità delle riforme, e mettere al primo posto una legge di attuazione dell’art. 49 della Costituzione nonché dell’art. 39 riguardante i sindacati.

La riforma dei partiti dovrebbe farne organi della società e non dello Stato, deputati alla formulazione dei programmi politici, alla elaborazione di cultura politica, alla proposta delle candidature, alla presenza nel territorio e al rapporto coi cittadini, ma non anche alla diretta gestione della cosa pubblica. Dovrebbe esserci alternativa pertanto tra cariche di partito e funzioni di carattere pubblico, anche elettive; uno statuto dei partiti che ne garantisca la democrazia interna, la trasparenza, il divieto di vincoli di mandato dovrebbe essere la condizione per la partecipazione alle elezioni e all’accesso a un finanziamento pubblico, che dovrebbe essere mantenuto con la contestuale proibizione di finanziamenti privati superiori a una certa soglia, oltre la quale non si potrebbe parlare di un sostegno politico a un partito ma di un acquisto delle sue scelte, con evidente rischio di conflitti d’interessi e di corruzione.

Noi riteniamo che se partiti e sindacati, forti di un ordinamento interno a base democratica, torneranno ad essere i grandi soggetti attivi della vita politica del Paese, la democrazia e la capacità di governo della Repubblica saranno rilanciate e garantite ben più che da concitate e contestate riforme.

Roma, 23 luglio 2014

 

                                                 Raniero La Valle e Luigi Ferrajoli

                                       Presidenti dei Comitati Dossetti per la Costituzione

Elezioni Europee: #unoxuno 10811 grazie!!!

Dicembre 28th, 2014 | Posted by Micol Mattei in Notizie Nazionali - (Commenti disabilitati su Elezioni Europee: #unoxuno 10811 grazie!!!)

grazieRingraziamo #unoxuno tutti i 10811 elettori di Senigallia che il 25 maggio hanno votato Partito Democratico. Grazie al vostro voto, il nostro partito ha ricevuto il 50,48% delle preferenze in tutto il comune.

“C’è un Italia profonda che non si rassegna, che non ha paura di sfidare tutte le insidie” ha commentato il segretario nazionale e Presidente del Consiglio Matteo Renzi. “L’Italia deve puntare in  alto, deve sapersi pensare importante”. “Per farlo deve cambiare lei, ed è questo il messaggio che è arrivato. Un messaggio che in molti ricorderemo a lungo”. La sintesi del voto, secondo Renzi, è che  “il cambiamento che abbiamo promesso deve arrivare in tempi ancora più rapidi di quelli che abbiamo immaginato”.

Con il sorriso sulle labbra per lo straordinario risultato, rimbocchiamoci le maniche e rimettiamoci a lavorare per tutte le prossime sfide che ci aspettano!