Sulla vicenda del Ponte Portone, siamo ancora una volta costretti a fare ciò che dovrebbe essere normale amministrazione: chiedere trasparenza, confronto e rispetto delle istituzioni democratiche. Progettazione appaltata il 31 dicembre, con scelte calate dall’alto e nessuna strategia complessiva, che dovrebbe partire dalle vasche di espansione.
Vogliamo chiarezza su tempi, costi e impatti sulla città
Abbiamo chiesto la convocazione urgente della commissione consiliare su un’opera che stravolgerà la mobilità urbana senza che il Consiglio comunale sia mai stato realmente coinvolto. È un fatto gravissimo, l’ennesimo dopo la vicenda del ponte a brugola. Il vicecommissario Babini continua a decidere da solo, come se la nostra città fosse terra di nessuno, imponendo soluzioni e tempi senza confronto e senza trasparenza.
E il sindaco Olivetti? Tace. Non difende la città, non pretende spiegazioni, non esercita alcuna funzione di indirizzo politico. Un silenzio che non è più giustificabile e che somiglia sempre più a una resa. La nostra città non può essere governata per delega, né trasformata in un laboratorio dove pochi tecnici fanno ciò che vogliono e la politica abdica al proprio ruolo.
Il Ponte Portone non è solo un’opera: sarà il nodo di una viabilità ormai compromessa, che creerà ulteriori disagi quotidiani, danni economici e un clima di crescente esasperazione tra i cittadini. Continuare così è irresponsabile, è uno schiaffo continuo alla città.
Pretendiamo la presenza in commissione del vicecommissario Babini, del sindaco Olivetti e dei tecnici perché vogliamo risposte pubbliche, atti chiari e assunzione di responsabilità. La nostra città merita di sapere chi decide, come e perché.
Non staremo a guardare mentre la città viene governata senza democrazia e senza rispetto. Se il sindaco non è in grado di guidare, qualcuno dovrà finalmente dirlo con chiarezza.
Dario Romano, Capogruppo comunale Partito Democratico e candidato sindaco PD alle elezioni comunali 2026


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