Nelle ultime settimane, le segnalazioni dei cittadini hanno sollevato in modo impietoso lo stato di incuria che affligge Senigallia: marciapiedi distrutti, giardini pubblici degradati, asfalto pericoloso e piste ciclabili scolorite. Un bollettino del declino urbano che trova il suo apice nel luogo che dovrebbe essere il cuore pulsante e il biglietto da visita della città: il porto.
Un porto ridotto a periferia degradata
Le immagini dell’area portuale non lasciano spazio a interpretazioni: raccontano una realtà di totale abbandono. Banchine dissestate e sporche, pavimentazione divelta, ampie porzioni di asfalto ridotte a macerie sparse. In diversi tratti il piano di calpestio è letteralmente sparito, lasciando affiorare fango e sedimenti: la prova provata di una manutenzione ordinaria totalmente assente. Questo scempio non è solo un colpo all’occhio del turista o del residente, è un pericolo reale per l’incolumità di pedoni e operatori.
Mentre sulla banchina Nord svetta un casotto in legno ad uso esclusivo di pochi, l’ultimo tratto della banchina Sud verso il faro è diventato un percorso a ostacoli tra frammenti di asfalto staccatisi ben prima di Natale. Una prova evidente di sciatteria pubblica. Il degrado non risparmia nulla: lampioni bassi mangiati dalla ruggine con cavi elettrici a vista, forse anche pericolosi, fioriere in corten abbandonate, panchine e cestini lasciati al loro infausto destino.
In una città di mare, il porto è lo spazio della comunità, del silenzio e della bellezza. È inaccettabile che sia ridotto a una periferia degradata. Abbiamo appreso che l’imminente campagna elettorale è riuscita a scuotere il Sindaco, l’assessora e tutta la evanescente giunta da questa cronica lontananza affettiva verso la città. Senigallia merita cura costante, non macerie, merita rispetto non opportunismo elettorale.






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