Una città non si giudica solo da ciò che costruisce, ma da come si prende cura delle persone. Negli ultimi anni abbiamo imparato una lezione chiara: le fragilità non sono un’eccezione, fanno parte della vita di una comunità. Ignorarle significa lasciare crescere le disuguaglianze, come si è preferito fare in questi anni. Affrontarle, invece, è una scelta politica.
La Senigallia che immaginiamo è una città dell’accoglienza e della qualità della vita, capace di tenere insieme welfare, sport, turismo e funzione sociale dentro una visione coerente di sviluppo. Una città che investe su servizi accessibili, spazi che uniscono invece di dividere, quartieri vissuti, relazioni forti tra istituzioni, associazioni, volontariato, cittadinanza e imprese responsabili.
Il lavoro di cura come valore pubblico
Nel nostro territorio esistono già aree e contesti pronti ad accogliere questa prospettiva: luoghi adatti a ospitare servizi di welfare e sociosanitari moderni, strutture sportive di livello – come il nuovo palazzetto dello sport che ho proposto durante le primarie e che, ambiziosamente, abbiamo intenzione di prevedere e progettare nei prossimi anni – e funzioni legate a un turismo più evoluto, accessibile e destagionalizzato. Non interventi isolati, ma parti di una strategia che guarda al medio periodo.
Accoglienza significa riconoscere le differenze e costruire risposte che tengano insieme diritti, prossimità e dignità. Significa considerare il lavoro di cura come un valore pubblico. Significa ridurre le distanze: tra centro e periferie, tra chi sta bene e chi fatica, tra chi ha voce e chi rischia di restare invisibile.
Governare oggi vuol dire guidare questi processi, attivare sinergie tra pubblico, privato e terzo settore, accompagnare i percorsi necessari e rendere concrete le scelte nel prossimo futuro. Senigallia può diventare un laboratorio urbano di qualità della vita e coesione sociale: una vera e propria Welfare Valley, coinvolgendo le valli del Misa e del Nevola attraverso un territorio che si prende cura delle persone e, così facendo, rafforza sé stesso.
Dario Romano, candidato sindaco del centrosinistra e capogruppo comunale Partito Democratico


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