A sinistra banconote e, a destra, la Rocca Roveresca

L’amministrazione a guida Olivetti si fa bella con i successi altrui: 20 milioni di PNRR e senza patto di stabilità

La notizia della riqualificazione dei bagni al parco della Pace ci vede favorevoli e contenti. Finalmente l’area verde, frequentata principalmente da bambini e famiglie, potrà contare su servizi adeguati e dignitosi. L’intervento si colloca tra quelli realizzati direttamente o indirettamente grazie al PNRR, con il quale sono stati dirottati su Senigallia circa 20 milioni di euro.

Di chi sono i progetti avviati con il PNRR (non votato dalle destre)

Grazie a questi fondi (inizialmente osteggiati dai principali partiti di governo, FdI in testa), uniti all’assenza del patto di stabilità -che negli anni tra il 2011 e il 2016-2017 ha portato a decine di milioni di tagli negli investimenti comunali-, l’amministrazione a guida Olivetti ha potuto portare a termine tanti progetti concepiti quasi integralmente dalle precedenti amministrazioni. Tra essi ricordiamo:

  • riqualificazione e rifacimento delle scuole Fagnani, Marchetti, Puccini
  • frana di Roncitelli
  • riqualificazione della Pesa
  • ristrutturazione Porta Mazzini
  • illuminazione della Rocca Roveresca, delle mura
  • e altri interventi ordinari

Tutte queste opere (l’assessore Regine, con ammirevole onestà, lo ripete spesso), sono state portate a termine soprattutto grazie al grandissimo lavoro degli uffici comunali, capaci di intercettare le grandi possibilità economiche offerte dal PNRR, dirottandole sui progetti. Tutto il resto dei fondi è stato speso per manutenzioni

Olivetti ha usato il PNRR per interventi cosmetici invece che strutturali e di lungo termine

Alla luce delle recenti notizie che segnalano a breve il ripristino del patto di stabilità, unito alla fine del PNRR, viene da chiedersi cosa rimarrà alla città dopo questa incredibile opportunità di investimenti durata, per fortuna dell’attuale amministrazione, per i suoi cinque anni di governo. Pensiamo, infatti, che questi fondi straordinari sarebbero dovuti servire per dare un impulso maggiore a Senigallia, investendo su problemi strutturali che attanagliano la città da anni come ad esempio:

  • servizi sociali sottodimensionati
  • la difficoltà per i giovani di trovare casa
  • strutture sportive fatiscenti e inadeguate
  • una viabilità esasperante
  • lo spopolamento delle frazioni
  • l’intero lungomare da riqualificare
  • un impianto industriale da ripensare, ecc.

Tutti problemi che necessitano di ingenti risorse per essere affrontati, per cui andava sfruttata questa straordinaria stagione economica.

Sindaco e assessori non sono stati in grado di formulare una visione e un progetto unitario a lungo termine, di scegliere da che parte si voleva portare Senigallia. Governare comporta fare delle scelte, perseguire un’idea, e con essa fare delle rinunce. Proprio quello che l’amministrazione non ha fatto e non sta facendo, occupata piuttosto a farsi trasportare dai processi e dagli eventi, senza gestirli o governarli. Il caso di Ponte Garibaldi rappresenta perfettamente la situazione: ci sono soldi in abbondanza per costruire qualsiasi struttura, c’è la filiera politico/istituzionale per realizzarla, manca però un’idea di città dentro la quale collocare un’opera così importante, una visione d’insieme. Così il processo si blocca, l’opportunità di progettare il futuro diventa una difficoltà insormontabile, proprio perché per concretizzare qualcosa serve scegliere e l’attuale amministrazione non è in grado di farlo.

Viene da chiedersi, dunque, come sarebbe stato un “governo a guida Olivetti” senza PNRR e con il patto di stabilità da rispettare. La città si sta accorgendo di come dietro ai grandi annunci e fastose manifestazioni di efficienza – annunciati cantieri per 60 milioni di euro (?!) – non ci sia la minima idea di come amministrare Senigallia. La visione è limitata al successo che avrà l’evento di domani, ad accontentare l’imprenditore di turno, realizzare l’asfalto per accontentare quel pezzo di frazione o di strada che lo chiedeva. Occorre invertire rotta e formulare una proposta di città a lungo termine, capace di intercettare i bisogni della popolazione, per immaginare e costruire insieme la città che vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti.


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